Make up nell'antica Grecia
Ciao ragazzi oggi vi porterò nella bellissima antica Grecia civiltà conosciuta soprattutto per la costante ricerca della perfezione fisica….
Come per altre popolazioni del tempo, il candore era sinonimo di bellezza, ma non solo aristocratica come in altre civiltà a loro contemporanee, anzi, era un’usanza molto diffusa anche tra le donne del popolo che avevano l’abitudine di applicare sul volto della Biacca, ovvero della polvere di bianco di piombo, un pigmento pittorico inorganico costituito da carbonato basico di piombo. Questa sostanza, facile da reperire, mangiava letteralmente la pelle del viso di chi lo usava con costanza, siccome si diceva che la biacca andasse ad attaccare e annullare solamente le imperfezioni, nonostante gli evidenti effetti collaterali, molte continuavano ad usarla. Allora non si sapeva ancora che il bianco di piombo poteva causare sterilità e portare alla follia a causa degli effetti collaterali sul cervello!
La pelle oltre che sbiancata veniva anche illuminata con degli estratti di minio, ancusa o fuco, dai colori forti e rossicci, per dare risalto alle guance e renderle rosee, sinonimo di perfetta salute.
Dopo un bagno con oli essenziali di fiori, i Greci scurivano gli occhi con il kohl ma la grande novità è stata l’uso dell’ombretto: era usanza infatti abbellire le palpebre con vari colori come il blu, l’azzurro ed il verde, come si nota anche dai reperti che sono stati ritrovati, per realizzare queste polveri utilizzavano la malachite e l’ossido di rame. Le sopracciglia avevano un loro ruolo ugualmente estetico, per questo venivano messe in risalto e scurite con del carbone o con l’antimonio; avere sopracciglia lunghe e scure era sinonimo di forte carattere.

Anche le labbra avevano una loro tintura, si usava il rosso estratto dall’oricello e lo si passava sulla bocca con un apposito pennello.
Siete curiosi di sapere dove vi porterò la prossima volta? Restate sintonizzati ;-)
Vi saluto
Mara













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